Donne CGIL su pensioni
Pensioni:
donne CGIL a CISL e UIL, necessario nuovo nostro protagonismo
“Ripartiamo
da elaborazioni comuni, per parità uomo donna si torni a
flessibilità”
Le
segretarie confederali della CGIL, Susanna Camusso, Vera Lamonica,
Morena Piccinini, Nicoletta Rocchi, hanno inviato oggi una lettera
aperta alle donne di
CISL e UIL sul “dibattito che si è aperto in maniera
pensionistica” e per sollecitare “un rinnovato protagonismo delle
donne e della riproposizione di elaborazioni comuni che anche
recentemente abbiamo condiviso in modo unitario”.
“L’obiettivo
della parità, anche riguardo l’età pensionabile, - scrivono le
dirigenti sindacali - è il nostro terreno di azione principale, e
per realizzarlo siamo noi ad incalzare le istituzioni italiane
ed europee, non certo il contrario”. Ma quell’obiettivo,
affermano, “non può essere realizzato con atti coercitivi che
creano nuove e maggiori disparità non solo tra uomini e donne ma
anche tra le stesse donne“. Allo stesso modo, spiegano, “è
evidente che quanto proposto alle parti sociali non si configura
neppure come un nuovo patto solidale tra generazioni perché
l’ulteriore irrigidimento delle condizioni di uscita per tutti,
uomini e donne, non comporta assolutamente alcun beneficio sulle
generazioni colpite da basse retribuzioni, precarietà e
discontinuità nel lavoro”.
Per
le segretarie confederali firmatarie, il modo migliore per realizzare
“effettivamente la parità di trattamento tra uomini e donne” è
“tornare alla flessibilità dell’età della pensione, secondo lo
spirito della riforma Dini”. Inoltre, continuano, “risulta
indispensabile riproporre il senso e lo spirito di quanto previsto
dalla legge di recepimento del protocollo del 23 luglio 2007 in
materia di riconoscimento dei lavori usuranti e di verifica del
sistema contributivo nel suo complesso”. Le donne CGIL, inoltre,
ritengono che “non sia corretto distrarre i risparmi previdenziali
realizzati in questi anni verso altri capitoli, fossero anche
ascrivibili in senso lato all’ambito del sociale, dal momento che
sono ancora tanti gli interventi che necessitano per realizzare la
effettiva parità previdenziale delle donne”.
Ma,
soprattutto, per le dirigenti sindacali CGIL, è “fuorviante
concentrare l’attenzione solo su quale parità al momento del
pensionamento se non si pone l’esigenza di realizzare, prima e non
dopo, vere politiche di pari opportunità nell’accesso al lavoro”.
Infine, dopo aver ricordato temi frutto di elaborazione comune,
“perché per noi sono ancora valori da riaffermare”, le
segretarie confederali CGIL si augurano “che possano essere
riproposti anche in modo unitario per rapportarci alle decisioni
assunte dal governo, peraltro per decreto legge, e assumere le
iniziative opportune a tutti i livelli”.
(21/07/2009)